2010 - Fotografi a Cremona - ©2021 Roberto Caccialanza | Ricerca, fotografia, pubblicazioni, mostre

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STUDI A CURA DI ROBERTO CACCIALANZA
FOTOGRAFI A CREMONA

Fotografi a Cremona
fra l'Ottocento e il Novecento




IL LIBRO IN BREVE...
"Un libro prezioso. Per molti motivi: il primo è la precisa cronologia della nascita della fotografia, dai primi esperimenti fatti nel 1802 da Thomas Wedgwood e Humprey Davy fino all’inizio dell’era digitale nel 1996, che ha ridato vita a questa forma di espressione artistica. Il secondo, ben più importante, è l’eccezionalità del lavoro svolto da Roberto Caccialanza che ha ripercorso una storia, quella dei fotografi a Cremona, che nessuno finora aveva mai scritto. Un percorso che lo ha portato ad avere contatti con 21 archivi, 6 biblioteche, 25 comuni, 11 camere di commercio, altri numerosi enti, tra cui 10 stranieri. Da Cremona sono infatti partiti numerosi fotografi che hanno preso le strade più disparate; il volume ne racconta le vite professionali.
Sono più di cento le storie che Caccialanza ha ricostruito offrendo uno straordinario contributo di memoria alla comunità cremonese e agli studiosi e appassionati di fotografia. Oggi il territorio cremonese è ancora molto fertile in questo settore, sia sul piano professionale che su quello amatoriale, nonostante sia trascorso molto tempo da quel lontano 1865 in cui “contansi 4 fotografie” a Cremona" (Terreverdiane news, n. 18/2010).



PRESENTAZIONE
Prima di tutto è doveroso porre in evidenza la straordinarietà di questa ricerca, la prima realizzata a Cremona: la nostra città ha vissuto per centotrenta anni nella convinzione che quello di Aurelio Betri fosse stato “il primo e più antico” stabilimento fotografico della nostra città; del resto anche l’autorevole Guida illustrata del 1880 riportò tale dato. Eppure non fu così.
Ovviamente l’intento dell'indagine non è quello di mettere in discussione il valore della figura di Betri che, senza ombra di dubbio, è stato il più noto e prolifico artista-fotografo dell’Ottocento cremonese; egli documentò la città dei suoi tempi, regalando ai posteri una documentazione preziosa sia per qualità che per valore storico.
Ritengo opportuno far risaltare un altro aspetto basilare e, come si vedrà, comprovato: Cremona non ha mai avuto studiosi o esperti degni di questo nome che si siano occupati di storia della fotografia locale, per cui  l’argomento è rimasto totalmente insondato sino ad oggi. Di conseguenza le informazioni riportate nel volume Fotografi a Cremona fra l'Ottocento e il Novecento, le numerose immagini e i documenti, sono quasi totalmente inediti, in alcuni casi addirittura eccezionali. Dopo la lettura risulterà palese che nessuno fino ad oggi si è posto il quesito sul perché e quando la fotografia sia giunta a Cremona, quale l’identità del primo fotografo all’ombra del Torrazzo, chi potevano essere stati i successori...
Quale è stata, dunque, la vera storia della fotografia nella nostra città? È possibile che per oltre cinque lustri, dal 1839 (anno in cui Daguerre annunciò la scoperta della fotografia) al 1865 (quando Betri iniziò la sua carriera), non vi siano stati professionisti o amatori di tale attività? È plausibile che il primo Circolo fotografico locale sia nato solo nel 1951?
Fotografi a Cremona darà risposta a queste e a molte altre domande.

Prendendo visione del materiale superstite oggi fruibile presso varie Istituzioni cittadine e collezioni private, mano a mano mi sono reso conto di essere ignorante sull’identità e sulla biografia dei fotografi che lo avevano prodotto: le rare informazioni già sviluppate e reperibili erano scarse e a volte lacunose. Esse, fra l’altro, riguardavano quasi esclusivamente Betri ed Ernesto Fazioli, ovvero gli autori che sono sempre stati considerati i massimi esponenti storici della fotografia professionale a Cremona.
Quando sono emersi i primi nomi di studi fotografici ignoti perché cancellati dal tempo oltre che partecipi a vicende cittadine o extracittadine curiose e inedite, l’indagine ha preso slancio divenendo coinvolgente.
Perciò ho voluto dedicare tempo ed energie all’appassionante scoperta delle vicende dei fotografi già noti e dei tanti altri personaggi di cui non conoscevo l’esistenza, le cui vite si sono intrecciate assai spesso con la storia locale, in qualche caso addirittura dell’Italia…
Giorno dopo giorno le informazioni si sono sviluppate e arricchite in modo tale che ad un certo punto mi sono sentito in dovere di pubblicarle, così che la nostra città abbia modo di riappropriarsi di un aspetto della propria storia estremamente importante ma da sempre travisato e mai seriamente sviscerato.
Inizialmente le esigue notizie sono state raccolte in un testo unico, ordinate in modo cronologico, in seguito completate da copiose - ma soprattutto nuove - informazioni scovate in documenti d’archivio, giornali d’epoca, registri anagrafici, stati delle anime (rispetto alla stesura integrale del testo, quanto ho scelto di pubblicare rappresenta solo una parte dei dati raccolti).
Le indagini sono state svolte nei luoghi classici: Archivio di Stato, Archivio Storico Diocesano, Biblioteca Statale, Camera di Commercio e Museo Civico di Cremona, ambienti il cui funzionamento e la gamma di ricerca mi erano in gran parte sconosciuti; grazie a questo lavoro - in pochi mesi - ne ho compreso il funzionamento, ad apprezzare ciò che conservano, a capire dove e come cercare, consigliato spesso dalle persone competenti e appassionate che vi operano.
Alcuni fotografi migrarono da o per Cremona, così le ricerche si sono estese ad altre città  italiane ed estere, arrivando ad accumulare oltre 450 corrispondenze fra e-mail e lettere.
I contatti con le Istituzioni si sono sviluppati attraverso 21 Archivi, 6 Biblioteche, 25 Comuni, 11 Camere di Commercio e numerosi altri Enti, fra i quali 10 stranieri.
Ho sfruttato le potenzialità che il web offre, inoltre sono stato fortunato nel poter rintracciare alcuni discendenti che hanno dato un contributo indispensabile di memorie, documenti e materiale fotografico. Ma la fonte primaria e più abbondante è stata quella dei giornali. Nel corso della relazione si troveranno numerosi frammenti di articoli, riportati ‘tale-quale’ per una lettura più ‘ambientata’ e quindi più ‘gustosa’ (date le curiose espressioni arcaiche utilizzate): sono stati passati ‘al setaccio’ ben 173 anni dei vari giornali d’epoca, fra il 1839 e il Novecento. Dunque una mole di lavoro enorme, una vera e propria indagine investigativa... tutto ciò in soli dodici mesi.
La ricerca, iniziata - senza tante pretese -, ha portato così a determinare una rivoluzione nell’ordine degli eventi per quanto riguarda la storia della fotografia cremonese, con la certezza che quanto scrivo nel volume si basa esclusivamente su prove, ovvero l’imponente mole di documentazione consultata.

Chi furono, dunque, i fotografi di Cremona? Nel 1865 “contansi 4 fotografie”:  senz’altro si trattava della ‘Fotografia del Popolo’ di Agostino Riva, quella di Carlo Tadolini, la ‘Fotografia Cremonese’ e infine la ‘Bertarelli e Maruti’ diretta da Aurelio Betri. Ma altri professionisti si erano già succeduti prima di costoro, anche se il merito di aver scattato le prime fotografie a Cremona e al Torrazzo deve essere attribuito a un illustre concittadino che fu pioniere molti anni addietro…
Nel testo compaiono, in successione, persone delle quali ho ricostruito - per quanto possibile - la vita personale e l’attività fotografica: tanti avrebbero fatto solo una breve comparsa, in alcuni casi limitati dalle proprie capacità artistiche e dalla legge del mercato - che a quei tempi era già implacabile -, oppure emigrati, deceduti o semplicemente per il fatto che cambiarono mestiere; molti altri proseguirono con successo, contribuendo anche alla formazione professionale di chi sarebbe loro succeduto. Questi fotografi vissero e operarono in un mondo molto diverso da quello attuale, dove la tecnologia (attrezzature, materiali, prodotti chimici) non era ovviamente quella di cui possiamo disporre al giorno d’oggi; tuttavia furono in grado di realizzare esemplari di straordinaria qualità per purezza e nitidezza. Molti di loro non furono solo fotografi eccellenti, ma artisti completi: la cura per lo studio e la costruzione dell’immagine erano meticolosi, l’impiego delle luci finemente accurato, l’abilità nel ritocco era fondamentale per mascherare imperfezioni o creare particolari effetti estetici.
Le scoperte fatte in questi mesi hanno finito per colmare l’intima necessità di sapere, con l’augurio che questo mio sforzo possa contribuire alla cultura di chi legge e a quella cremonese, di oggi e di domani: tale lavoro di ricerca andava doverosamente fatto per non dimenticare questo piccolo-grande mondo della storia di Cremona.
Va precisato che il periodo preso in considerazione parte dal primo fotografo comparso nella nostra città e si estende fino agli anni ’50 del Novecento, quindi alla ‘vecchia guardia’, ai professionisti e amatori ‘storici’ del classico Bianco e Nero.
Spiego che pure gli apprendisti e i ‘giovani di bottega’ nell’Ottocento si definivano ‘fotografi’, per cui risulta difficile -se non impossibile- fare distinzioni di sorta.
Per ulteriore chiarezza ritengo opportuno precisare che l’ambito è stato limitato ai nati entro il 1930 e che furono operativi prima del 1955; i fotografi compaiono nelle rispettive schede biografiche presentate in ordine cronologico rispetto alle tracce di inizio attività. Può darsi che qualcheduno sia sfuggito alla ricerca, ma assicuro che è stato fatto tutto il possibile per arrivare ad una copertura quanto più completa. Il periodo comprensivo degli anni Venti-Cinquanta potrà essere ulteriormente indagato e integrato: sarà interessante estendere l’indagine anche alla seconda metà del Novecento.
Immagino che risulti interessante conoscere il numero dei fotografi citati nel volume: è un piccolo esercito di ben 101 professionisti e 15 amatori (a chiusura della monografia trova posto l’elenco alfabetico generale, tramite il quale è possibile individuare agevolmente il nominativo desiderato).

Il volume risulta composto di cinque Parti, in alcuni casi divise in sottocapitoli: alla cronologia essenziale e schematica delle tappe che dalla scoperta della fotografia hanno condotto fino alla tecnologia odierna segue l’introduzione alla storia della fotografia nel mondo e in Italia seguono le biografie dei fotografi vissuti a Cremona nel passato: nelle schede compaiono in tondo i professionisti, in corsivo gli amatori. I capitoli successivi sono dedicati alla generazione dei fotoreporter (o freelance), a un glossario dei termini utilizzati nel testo, mentre la sezione fotografica contiene numerosi documenti e immagini per la quasi totalità esclusivi e assolutamente inediti. In accordo con la direttrice dell’Archivio di Stato di Cremona, dottoressa Angela Bellardi, si è scelto di valorizzare una parte del materiale donato tempo fa dal collezionista Maurizio Coppiardi. Esso include numerose cartes de visite o Carte Postali di fotografi cremonesi che ho scelto di pubblicare per il loro indubbio valore storico, artistico e sociale.

© ROBERTO CACCIALANZA
COME ACQUISTARE IL LIBRO


192 pagine (delle quali 64 a colori), dimensioni 29,7x21 cm.
copertina morbida 300 gr. plastificata opaca, pagine carta patinata opaca 150 gr.
Fantigrafica, aprile 2019

ISBN: 9788890496813


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che divertimento !!!
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