2019 - Memorie delle cose occorse nella città di Cremona - ©2024 Roberto Caccialanza | Ricerca, fotografia, pubblicazioni, mostre

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COLLABORAZIONI
MEMORIE DELLA CITTÀ DI CREMONA

Memorie delle cose occorse me vivente
nella città di Cremona
quivi descritte d'anno in anno
Trascrizione e note a cura di Emanuela Zanesi
Impaginazione di Roberto Caccialanza


Il Lions Club Cremona Duomo ha offerto alla città la trascrizione - ad opera della dottoressa Emanuela Zanesi, già direttore dell'Archivio di Stato - del manoscritto seicentesco di Giuseppe Bresciani intitolato Memorie delle cose occorse me vivente nella città di Cremona quivi descritte d'anno in anno.
La presentazione si è tenuta giovedì 6 giugno 2019, ore 17, nella Sala A. Puerari presso il Museo Civico "Ala Ponzone" in via Ugolani Dati n. 4.
Il libro contiene la trascrizione del manoscritto di Giuseppe Bresciani, ossia un vero e proprio diario puntuale e interessantissimo, pressoché giornaliero di ciò che è accaduto a Cremona dal 1625 al 1670.
Sono intervenute alla presentazione la prof.ssa Mariella Morandi, presidente del Lions Club Cremona Duomo, e la dottoressa Emanuela Zanesi.




La copertina del libro a cura di Emanuela Zanesi.
PRESENTAZIONE
È con viva soddisfazione che il Lions Club Cremona Duomo, nel trentunesimo anno dalla sua costituzione, fa dono alla città di questo volume, col quale si viene a colmare un vuoto fra le fonti edite della storia cremonese. Le numerose opere manoscritte di Giuseppe Bresciani, “historico di detta città” come amava definirsi, rappresentano una fonte preziosa per quanto riguarda il Seicento cremonese, secolo che egli attraversò quasi per intero, essendo nato nel 1589 (o ’99) e morto nel 1670: fatti di storia civile ed ecclesiastica, descrizioni di “publiche allegrezze” e di apparati scenografici allestiti in occasione di eventi particolari, di processioni, di sfarzosi funerali di eminenti personaggi, notizie sulle istituzioni civili e sugli organismi professionali, biografie di cremonesi distintisi nelle arti, nella musica, nella letteratura o per santità di costumi, un’accurata descrizione delle chiese della città e molto altro restituiscono, dalle pagine dei suoi manoscritti, l’immagine di una Cremona seicentesca, travagliata dalle difficoltà economiche, angariata dalle truppe spagnole (solite a comportarsi verso la popolazione ospitante come se fossero un esercito nemico, come scrisse anche Alessandro Manzoni), una città che cerca di reagire con manifestazioni corali e fasti barocchi alle luttuose calamità che la colpiscono. Tra queste il terribile assedio del 1647-’48, di cui Bresciani ci consegna una vivace e sofferta descrizione in uno dei pochi scritti dati da lui stesso alle stampe, Le turbolenze di Cremona per l’armi della Francia, Savoia e Modena de gli anni 1647 e 1648, e la peste, la famosa peste manzoniana del 1630, che occupa con tutta la sua corale tragedia e gli innumerevoli lutti (da cui non fu indenne nemmeno la famiglia dell’autore) diverse pagine del manoscritto che abbiamo dato alle stampe in trascrizione. In esse le analogie con quanto raccontato da Manzoni nelle pagine storiche de I Promessi sposi sono, in certi passi, talmente stringenti da far pensare alla possibilità di una qualche relazione, finora non indagata, fra le due opere.
Il Diario delle cose avvenute in Cremona principiando dall’anno 1625 sino all’anno 1670 o, come scrisse l’autore stesso nella prima pagina dell’opera, le Memorie delle cose occorse me vivente nella città di Cremona, quivi descritte d’anno in anno come in basso segue, condensa tutti questi aspetti della vita di Cremona in una sorta di cronaca scritta giorno dopo giorno per ben 45 anni da un testimone oculare, sotto forma di appunto a volte rapido e sintetico, a volte più ampio e circostanziato. È dunque una fonte imprescindibile per far luce sulla Cremona seicentesca e per contribuire alla ricostruzione della storia della città, una fonte spesso consultata dagli studiosi, che si sono però scontrati con la difficoltà di una grafia di difficile – a tratti difficilissima – decifrazione, una condizione che mi ha fatto più volte pensare (durante le tribolate consultazioni per i miei studi) al “dilavato e graffiato autografo” di manzoniana memoria, scostante nella forma quanto prezioso nel contenuto.
È per questo che in occasione dell’anno della mia presidenza del Lions Club Cremona Duomo ho proposto alle Socie come service la trascrizione e la pubblicazione del manoscritto di Giuseppe Bresciani. È un dono alla città, un’iniziativa che sarà utile agli studiosi che mettono le proprie competenze a servizio della conoscenza, della conservazione e della trasmissione dell’identità culturale cremonese, come parte di una più ampia identità italiana ed europea, ed anche dei tanti appassionati che seguono con assiduità e interesse l’attività culturale della città. Viene data così attuazione ad una delle finalità statutarie del Lions Club International – sodalizio che si identifica col motto we serve – che prevede, tra l’altro, l’impegno a “partecipare attivamente al bene civico e culturale della società”.
Un sincero ringraziamento va ad Emanuela Zanesi, che ha condiviso il progetto con entusiasmo e che ha messo a disposizione il proprio tempo e la propria competenza di fine studiosa nel difficile compito di trascrivere il manoscritto di Giuseppe Bresciani.

MARIELLA MORANDI (presidente Lions Club Cremona)
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La ricerca storica,
che divertimento !!!
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